Non chiediamo la luna

Dopo venticinque anni di militanza sindacale, credo di avere le idee abbastanza chiare intorno al mio lavoro. A cominciare dalla definizione di due semplici e del tutto ragionevoli obiettivi: un ambiente di lavoro a misura d'uomo e retribuzioni adeguate a una vita agevole. Un sistema di relazioni industriali basato su principi di equità dovrebbe assegnare ai lavoratori una percentuale considerevole degli utili d'impresa. Ma, come è noto, queste giuste rivendicazioni faticano a farsi strada in una cultuta aziendalista che privilegia la sola logica del profitto. Da qualche tempo numerose aziende sostengono pubblicamente i temi legati alla Responsabilità Sociale dell'Impresa: a mio avviso, molti di questi casi sono mere operazioni di facciata, specchietti per le allodole pensati per attrarre clienti e consumatori. Dunque, non dico nulla di nuovo se affermo che gli interessi dei lavoratori spesso confliggono con quelli dell'azienda. Quando i nodi vengono al pettine, quando la ricerca di soluzioni condivise s'infrange contro il muro del rifiuto, allora viene il momento di alzare il livello dello scontro, è tempo di mostrare i muscoli. A volte, per raggiungere lo scopo, basta la minaccia: il tono della voce è misurato ma le parole sono dure e taglienti, lo sguardo s'appunta verso gli astanti e li raggela. In altre circostanze è necessario proclamare lo sciopero o, nel caso di violazioni di legge, denunciare l'azienda alle autorità competenti. Ad ogni modo, anche se niente può garantire l'accoglimento di una rivendicazione, il timore di subire un danno economico o d'immagine è da sempre il punto debole delle aziende, il loro tallone d'Achille.
Ho deciso di creare questo sito a supporto del lavoro che svolgo per LabourStart
come corrispondente in Italia: qui ospito le notizie scelte per documentare e raccontare di lotte, vertenze e denunce esemplari. Con l'unico intento di segnalare alla società civile che noi non chiediamo la luna, solo ciò che ci spetta di diritto.

Michele Nigra