Conquiste del Lavoro
9 gennaio 2008
9 gennaio 1950, eccidio alle Fonderie di Modena. Il sindacato oggi ricorda
Ileana Rossi
Modena (nostro servizio). Cgil Cisl e Uil di Modena ricordano oggi il 58 esimo anniversario dell'eccidio delle Fonderie Riunite di Modena, dove il 9 gennaio del 1950 furono uccisi dalla polizia sei operai durante una manifestazione per la riapertura della fabbrica. L'appuntamento è alle ore 9 al cippo dei caduti presso le ex Fonderie in zona Crocetta. I segretari di Cgil, Cisl, Uil e le autorità cittadine deporranno corone di alloro in commemorazione dei sei operai - Angelo Appiani, Renzo Bersani, Arturo Chiappelli, Ennio Garagnani, Arturo Malagoli e Roberto Rovatti - che morirono sotto i colpi della polizia durante lo sciopero generale proclamato dalla Camera confederale del Lavoro per chiedere la riapertura della fabbrica, contro la serrata e i licenziamenti massicci decisi dalla direzione delle Fonderie.
I fatti del 9 gennaio 1950 per la loro drammaticità segnano il culmine di un clima conflittuale nelle fabbriche e nei luoghi di lavoro in provincia di Modena e in tutto il paese nel primo decennio del dopoguerra. Un decennio caratterizzato dalla ripresa dell'offensiva padronale per eliminare o limitare il più possibile i diritti e le conquiste dei lavoratori nell'Italia del dopo Liberazione.
L'eccidio dei sei lavoratori e il ferimento di altri 200 (molti dei quali per paura di essere fermati non si presentarono agli ospedali) segna la sproporzione tra la brutale repressione della polizia, sostenuta da alcuni industriali modenesi, e le rivendicazioni del sindacato e dei lavoratori per il diritto alla libertà sindacale, la difesa delle commissioni interne e del cottimo collettivo, il controllo del collocamento per ridurre la forte disoccupazione degli anni postbellici.
"Anche con il sacrificio di quelle vite umane e con quella dura stagione di lotte per i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici - ricorda Francesco Falcone, responsabile modenese della Cisl -, si avviò il difficile cammino della costruzione della democrazia industriale e del civile convivere democratico nella nostra provincia".
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