il manifesto
8 aprile 2008
Gli operai vincono, dietrofront delle Ferrovie federali svizzere
Patrizia Cortellessa
Una «vittoria storica», la definisce il leader del comitato di sciopero Gianni Frizzo, ma «la strada da percorrere è ancora lunga». Esattamente quattro settimane dopo l'inizio dell'agitazione (il 7 marzo scorso) l'assemblea dei lavoratori delle Officine di Bellinzona ha votato la fine dello sciopero e, a conclusione dell'assemblea, ha anche rimosso i sigilli dai binari che erano stati saldati all'inizio dell'agitazione. Mercoledì si torna al lavoro dunque, anche se la «vigilanza» resta alta. La lotta paga, verrebbe da dire, prendendo a prestito un famoso slogan. Le Ferrovie federali svizzere (Ffs) hanno fatto dietrofront annunciando il ritiro definitivo del piano di smantellamento delle Officine annunciato a marzo, e si sono dette disponibili a una tavola rotonda. Si torna a discutere, insomma, ma con quelle garanzie a premessa che chiedevano i lavoratori per tornare al tavolo: il piano di ristrutturazione va ritirato. E così è stato. La decisione del ritiro delle misure di ristrutturazione era stata comunicata dalle Ffs Cargo dopo l'incontro di Berna il 5 aprile scorso, al quale avevano partecipato il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger, i dirigenti delle Ffs, una delegazione del Consiglio di Stato, una delegazione della Deputazione alla Camere federali, i vertici cantonali e federali dei principali sindacati, il mediatore Marco Solari e il comitato di sciopero. Che si era detto "soddisfatto" della conclusione della riunione, ma rimandava all'assemblea dei lavoratori la decisione sul da farsi. E ieri (lunedì) l'assemblea ha avallato la fine dello sciopero e detto sì alla tavola rotonda. L'occupazione delle Officine da parte dei lavoratori era stata la risposta all'annuncio di smantellamento paventato dalle Ffs Cargo, che avrebbe significato la cancellazione di 401 posti di lavoro in Ticino. Un lungo mese, che ha visto la rottura delle trattative e un braccio di ferro che si è fatto sempre più duro. Uno sciopero senza precedenti e una bella gara di solidarietà: cortei, manifestazioni, iniziative, sms, incitazioni ad andare avanti, con un sostegno economico non indifferente. Uno spiraglio si era poi aperto con l'arrivo del mediatore Solari, e grazie al riavvicinamento dei lavoratori con il consigliere federale socialista nonché ministro Leuenberger, che aveva rassicurato che sarebbe stato lui e non i vertici Ffs a prendere l'ultima decisione. Ora le parti si sono date due mesi di tempo per giungere a una soluzione che - come ha specificato Leuenberger - dovrà garantire un futuro duraturo alle Officine.
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