Conquiste del Lavoro
6 agosto 2008
Pechino, silenzio del CIO sui lavoratori sfruttati
I. Storti
Le Olimpiadi si avviano alla partenza nel caos. In tutto lo Xinjiang sono in corso controlli a tappeto dopo che 16 poliziotti sono stati uccisi in un attentato. Intanto, vanno avanti le polemiche sul mancato rispetto dei diritti dei lavoratori cinesi. Ieri a Hong Kong gli attivisti della coalizione internazionale ”Play Fair 2008” hanno manifestato contro il Comitato Olimpico accusato di non essere riuscito ad intervenire sul diffuso sfruttamento dei lavoratori delle fabbriche di prodotti per le Olimpiadi.
“Sono passati 5 anni - ha detto Guy Ryder, segretario generale dell’Ituc, sindacato internazionale con 168 milioni di iscritti - da quando abbiamo chiesto per la prima volta al Cio di battersi per i lavoratori che
fabbricano prodotti olimpici. Ancora una volta il denaro riempie le casse del movimento olimpico ma i lavoratori che producono quella ricchezza vengono defraudati”. Nonostante sia stata messa a punto una “road map” che il Cio avrebbe dovuto seguire per arginare le violazioni dei diritti dei lavoratori olimpici, l’organismo si è rifiutato di agire. Secondo gli attivisti di ”Play Fair 2008” il Comitato Olimpico ha continuato a ignorare il tema dei diritti dei lavoratori e ha rifiutato di impegnare personale e risorse per questa battaglia.
“Invece di agire in modo responsabile il Cio ha delegato la questione agli organizzatori di Pechino 2008, lasciando i problemi insoluti” ha detto Esther De Haan, tra le promotrici della Campagna ”Abiti Puliti”. Le indagini condotte da ”Play Fair” nelle fabbriche cinesi che producono merchandising per le olimpiadi hanno rivelato numerose violazioni degli standard internazionali e delle leggi locali sul lavoro. Mentre il Cio restava inerme, alcune compagnie hanno mostrato di prendere consapevolezza della portata del problema. Nell'incontro di luglio a Hong Kong, ”Play Fair” e le aziende di prodotti sportivi hanno deciso di creare un gruppo di lavoro che faccia informazione sulle cause delle pessime condizioni di lavoro nel settore.
”Il Comitato Olimpico - ha detto Neil Kearney, segretario generale della Confederazione Internazionale dei lavoratori del tessile, abbigliamento e pelle - dovrebbe indicare un percorso piuttosto che seguire quello tracciato da altri. L’opportunità di produrre un reale cambiamento nei Giochi di Pechino è ormai persa. Noi continueremo la nostra campagna fino al giorno in cui il Comitato farà fronte alle proprie responsabilità.”
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