Conquiste del Lavoro
5 ottobre 2007



Birmania, la Ue chieda l’embargo commerciale
La Cisl: le imprese devono sospendere i rapporti con i militari

Monica Borga


PADOVA (nostro servizio) - ”E’ una battaglia senza esclusione di colpi. Bisogna fermare questi regimi sanguinari”. E’ quanto ha dichiarato Raffaele Bonanni, segretario generale Cisl, nel presentare il dossier con l’elenco delle imprese italiane che, nonostante la richiesta delle organizzazioni internazionali, continuano ad intrattenere rapporti commerciali con il regime militare della ex Birmania. Ieri mattina, il leader della Cisl, a Padova, a margine dell’assemblea organizzativa della Cisl del Veneto, ha presentato, assieme a Cecilia Brighi, i nomi delle imprese che operano nel mercato italiano e hanno scambi commerciali di import-export con la dittatura del Myanmar.
”Le aziende fanno bene a fare affari nel mondo - ha detto Bonanni - ma bisogna differenziare le
tipologia di scambi commerciali. Tutta l’ex Birmania è in mano ai militari e di conseguenza anche
l’economia birmana. Ovunque al mondo dove esiste un regime dittatoriale il potere è in mano ai militari. Noi chiediamo alle aziende che operano con l’ex Birmania di interrompere i loro scambi commerciali. Non farlo significa alimentare un regime sanguinario. E’ anche per questo che chiediamo a gran voce l’intervento dell’Unione Europea e del Governo italiano. Devono infatti impegnarsi per attuare un vero embargo commerciale con l’ex Birmania. Sappiamo che, entro questo mese, il ministro Massimo D’Alema andrà in visita in India. Questo è uno dei paesi che hanno maggiori scambi commerciali con il Myanmar. A nostro avviso il ministro degli Affari Esteri deve impegnarsi e chiedere al governo indiano di interrompere questi scambi, così da non alimentare più il regime. Noi non possiamo entrare in Birmania, possiamo solo avvicinarci attraverso i paesi che vi confinano, ma di certo continueremo ad intervenire e a chiedere sostegno per il popolo birmano”.
Era presente ieri, a Padova, anche uno dei leaders del sindacato clandestino birmano, Zaw Tun, segretario nazionale dell’Ftub che ha partecipato nel 1988 agli scioperi e alle manifestazioni che sono state represse nel sangue.
”Ringrazio ed esprimo tutta la mia gratitudine per essere con voi a questo convegno - ha detto Zaw Tun - ringrazio soprattutto la Cisl per la solidarietà che da sempre esprime nei confronti di noi birmani. Oggi per noi è un giorno importante perché Bonanni ha presentato una lista di imprese che importano ed esportano con la Birmania. Vorrei chiedere all’Unione europea sanzioni forti nei confronti del regime birmano e soprattutto l’embargo delle armi. Abbiamo bisogno delle istituzioni, delle organizzazioni sindacali, della cooperazione internazionale per cacciare questa giunta sanguinaria ed omicida, altrimenti non avremo più la possibilità di ottenere i diritti dei lavoratori e la democrazia in Birmania”.
”Anche il lavoro è sotto il controllo militare - ha aggiunto Cecilia Brighi - I birmani devono obbedire alle regole che gli vengono imposte, accettare le condizioni di lavoro che il regime detta loro. Per noi queste cose sono inaccettabili”.

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SONO 355 le aziende italiane che intrattengono rapporti commerciali con la Birmania. L’elenco è stato reso noto, ieri a Padova, dalla Cisl. Tra queste aziende, quelle che esportano in Birmania, con un fatturato totale di oltre 59 milioni di euro, sono Danieli Officine Meccaniche (che da sola ha un volume di 56 milioni), Avio e Avio Difesa Spazio, Safe, Siad Macchine Impianti, Pedrollo, Electrosys.

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