Tabaccologia 2/2007
AAA lavoratore non tabagista cercasi
Cinzia Marini
Nell’estate scorsa è giunta notizia che l’Unione Europea era scesa in campo contro i fumatori dichiarando che rifiutarsi di assumerli non è reato. Via libera quindi agli annunci di lavoro riservati ai non tabagisti.
Vladimir Spidla è il nome del ns benemerito giustiziere, Commissario ceco al lavoro e pari opportunità. Il casus belli è nato dalla vicenda della irlandese Dotcom Directories, azienda specializzata nella gestione di call center.
Al classico annuncio “AAA lavoratori cercasi”, per dettagliare e circoscrivere la ricerca, non più come una volta “astenersi perditempo” o “astenersi mercenari”, seguiva “Non sono accettate candidature di fumatori”. Phillip Tobin, numero uno dell’azienda spiega che le ragioni di ciò sono molteplici: il fumatore è un soggetto antisociale, la sua pausa caffè è molto più lunga di chi non fuma con conseguente riduzione del suo debito orario lavorativo, va più spesso in malattia e poi si è spinto fino a dire che «i fumatori puzzano» e che non rientrano fra i suoi ipotetici impiegati perché, se fumano, «non hanno il livello di intelligenza che sto cercando».
Con buona pace dei fumatori il Commissario, con l’avallo dei legali di Bruxelles, ha definitivamente chiarito che il requisito di non fumatore non viola le norme europee anti-discriminazione come succede per questioni razziali, etniche, disabilità, età e religione.
La deduzione quindi è automatica. Grandi industrie o piccole imprese che siano, prendano nota: se si è in Europa fra i requisiti per l’assunzione si può inserire anche la clausola che esclude chi fuma, senza incappare in ricorsi o sanzioni.
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