Conquiste del Lavoro
26 febbraio 2008



 
TK TORINO, È STATA UNA TRAGEDIA ANNUNCIATA

Demetrio Paolin

Torino (nostro servizio). La tragedia della ThyssenKrupp sembra essere giunta al primo momento della verità. Nel fine settimana il procuratore della Repubblica Guariniello ha depositato le sue conclusioni su una strage che ha lasciato attonita, era il 6 dicembre del 2007, una intera città.
”L'inchiesta sulla strage della ThyssenKrupp è finita - ha dichiarato Raffaele Guariniello -. Dopo l'immane fatica di raccogliere 40 mila pagine di documenti, analisi, testimonianze che hanno composto un quadro di tragedia annunciata. Talmente annunciata che avrebbe potuto verificarsi in qualunque momento”.
L'inchiesta ha stabilito che quanto è successo in quella maledetta notte di dicembre era annunciato e poteva, quindi, essere evitato.
Il reato più grave, contestato al solo Harald Espenhahn, amministratore delegato del gruppo italiano, è l'omicidio volontario con dolo eventuale e l'incendio con dolo eventuale. Per gli altri, a seconda delle condotte, si ipotizza l'omicidio colposo e l'incendio colposo con colpa cosciente e l'omissione volontaria di cautele contro gli incidenti.
Secondo l'inchiesta sarebbe bastato l'investimento di un milione di euro per salvare la vita ai 7 lavoratori della Thyssenkrupp e l'amministratore delegato ”era consapevole dei gravissimi rischi per la sicurezza dei dipendenti”. Perché i vertici della Thyssen sapevano, perché stando ai report la Axa Assicurazioni aveva posto una franchigia di 100milioni di euro sulle linee tipo la 5 di Torino e di 50milioni sulle altre, a controprova di una effettiva e maggiore pericolosità di quel tipo di linee.
La Axa, nelle mail e nei rapporti, sosteneva che l'abbassamento della franchigia, ovvero una maggiore sicurezza, sarebbe avvenuto qualora fossero stati fatti degli investimenti, che invece non sono stati fatti, aspettando che la Linea 5 fosse smobilitata e portata Terni. Secondo l'accusa queste sarebbero delle vere e proprie prove documentali a carico dei vertici della multinazionale tedesca.
I sindacati si costituiranno parte civile, anche perché non si dimentichi, perché passata l'onda lunga della commozione di questa tragedia rimanga sempre il ricordo. ”L'emotività data dalla tragedia non deve esaurirsi - sostiene Antonio Sansone, il segretario generale della Fim di Torino -. Proprio per questo motivo è importante che il Parlamento approvi e subito il Testo Unico sulla sicurezza”.
E Claudio Chiarle della Fim Torino aggiunge: ”Nel protocollo per la sicurezza approvato a Terni si ricorda che lì sono state realizzate negli anni numerose iniziative legate al tema della sicurezza. Niente di tutto questo è mai stato fatto a Torino. La domanda è: perché?”.
E mentre la magistratura fa il suo percorso, e il regista Mimmo Calopresti inizia a giarare le prime scene del film, in cui si narrerà di questa tremenda tragedia, il ministro Bersani convoca sindacati e vertici dell'azienda al ministero per lo Sviluppo per il 3 marzo. Tempi della chiusura definitiva dello stabilimento Thyssenkrupp di Torino, situazione occupazionale e ammortizzatori sociali, sono le questioni in agenda. Le parti faranno il punto con il ministro Bersani anche sulla possibilità di nuovi insediamenti nell'area dell'acciaieria dove il 6 dicembre scorso hanno perso la vita sette operai.


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