Conquiste del Lavoro
22 gennaio 2008
La Fai Cisl fa condannare Bonduelle per comportamento antisindacale
Il giudice del lavoro ha condannato le società Fresco Italia di Costa di Mezzate e Naturalmente Agricola (entrambe del gruppo multinazionale francese Bonduelle) per comportamento antisindacale.
La Fresco Italia è un’azienda dell’industria alimentare, 150 addetti, opera nella trasformazione e confezionamento delle insalate confezionate e pronte al consumo (il 70% della produzione nazionale e posizione di leadership a livello europeo).
Nel quadro di una riorganizzazione degli assetti societari del gruppo Bonduelle Italia, la società Agricola Naturalmente è subentrata alle attività industriali della Fresco Italia. Il passaggio ha interessato 11 lavoratori di nazionalità indiana, iscritti alla Fai Cisl, ai quali era stata imposta la sottoscrizione di un verbale di accordo come condizione per proseguire l’attività produttiva nel quale si prevedeva la formale rinuncia a rivendicare qualsiasi pretese riguardanti il precedente rapporto (per alcuni dei lavoratori in essere da oltre cinque anni) ”a fronte di un misero importo di 200 euro”.
Ai lavoratori non è stato applicato neanche un trattamento economico normativo equivalente al contratto nazionale dell’industria alimentare. Le due società, infatti, non hanno consentito l’intervento legittimo della Fai Cisl nella trattativa per il cambio d’appalto e, nella stesura del verbale, hanno coinvolto un sindacalista Fesica - Confsal, totalmente ”estraneo alle relazioni sindacali aziendali” e non conosciuto da alcuno degli 11 interessati.
La Fai Cisl, dall’aprile del 2007, aveva avviato formalmente una vertenza-causa collettiva per circa 50 lavoratori per rivendicare la costituzione di rapporti di lavoro direttamente presso la Fresco Italia in considerazione della palese violazione delle norme contrattuali sugli appalti, in quanto l’azienda industriale si serviva di dipendenti formalmente soci di cooperative ma in realtà da essa coordinati e diretti. E’ così che il giudice del lavoro, al termine del processo, ha sentenziato antisindacale il comportamento tenuto dalle due società per aver escluso la Fai Cisl dalla trattativa riguardante il cambio di contratto d’appalto e per aver ostacolato l’iniziativa vertenziale del sindacato a tutela degli interessi degli undici interessati.
Il giudice ha anche disposto l’inefficacia dell’accordo di passaggio del 6 luglio scorso permettendo così di risolvere la causa che ha interessato, nel complesso, oltre 50 soci-lavoratori e un valore economico di un milione di euro.
Soddisfazione è stata espressa dalla segreteria della Fai bergamasca soprattutto perché il ricorso ha consentito di tutelare i principi di libertà e attività sindacale.
”Positivo è l’efficace tutela realizzata per i lavoratori interessati - ha commentato Attilio Cornelli della segreteria Fai Cisl di Bergamo - per i quali ora si prospetta una facile causa per rivendicare il diretto rapporto di lavoro con l’azienda industriale Naturalmente e le differenze retributive per il passato complessivamente superiori al milione di euro”.
Scarica l'articolo (.pdf)
