La Repubblica
17 febbraio 2008
Intesa Sanpaolo, voti ai dipendenti
Vademecum con i criteri di valutazione. Si prevede che il 25% sia insufficiente. Scatta la protesta.
Diego Longhin
TORINO - La superbanca guidata da Corrado Passera dà i voti e considera insufficienti un quarto dei dipendenti. Una bocciatura preventiva, contenuta in un vademecum di sei pagine inviato l´8 febbraio dall´ufficio risorse umane di Intesa-Sanpaolo ai responsabili dei diversi settori con i criteri per valutare il personale dell´istituto. Una platea che oscilla intorno alle 100 mila persone, esclusi però quelli assunti dopo il 30 giugno del 2007 e chi ha accumulato per ragioni diverse, dagli infortuni alla gravidanza, più di sei mesi di assenza.
Un vademecum atteso. Sulla base dei risultati raggiunti nel 2007 verrà erogata una parte degli incentivi. Un sistema meritocratico: ti premio solo se hai raggiunto gli obiettivi. Ma ai sindacati, in testa la Falcri, il dossier fa storcere il naso, anche perché è già prevista la divisione tra bravi e cattivi sotto forma di percentuali. «Come se il preside a scuola comunicasse agli insegnanti prima degli scrutini il numero di allievi che va bocciato», sottolinea Massimo Bertarini, segretario torinese della Falcri.
Il punto contestato da una delle organizzazioni autonome di Intesa-Sanpaolo è il comma 5 delle "Disposizioni operative del processo di valutazione delle prestazioni". In poche righe si invitano «i responsabili, per quanto possibile in relazione al numero di collaboratori, ad una distribuzione delle valutazioni coerente con le impostazioni riportate». Segue tabella dove si pronostica che il 25 per cento degli addetti, che tradotto in numeri vuol dire circa 25 mila persone, avrà un voto sotto il 4, quindi negativo o non in linea con le attese. Luce verde per gli altri, anche se Intesa-Sanpaolo prevede che solo il 10 per cento del personale avrà un risultato, tra il 6 e il 7, superiore agli obiettivi. Il resto? In linea o poco sopra a quanto previsto.
«Previsioni meramente statistiche, che non devono rappresentare un vincolo assoluto per i responsabili chiamati a valutare», recitano le righe successive. Ma Bertarini, segretario torinese della Falcri, non è convinto: «È grave che l´azienda consideri in via preventiva un dipendente su quattro inadeguato». E aggiunge: «Su che base l´azienda dà numeri e fa previsioni preordinate. Non era sufficiente definire i criteri?». La Falcri chiederà conto della tabella riportata nel dossier. «Sarà anche una statistica di massima - dice Bertarini - ma sono comunque cifre che hanno un peso psicologico: disorientano i responsabili che devono fare le valutazioni e demotivano il personale. Un bel autogol».
scarica l'articolo (.pdf)
